Mentre al Vega si concludono accordi per portare fibra fino a 300 Mbs, sento parlare del digital divide e dei finanziamenti che lo Stato dovrebbe dare per colmarlo.
Mi permetto però di un altro ragionamento. I provider di servizi su cavo, Telecom Italia, Vodafone, Wind e gli altri sono anche fornitori di fonia mobile. E anche fornitori di telefonini, smartphone e miracolose chiavette usb per collegarsi a internet.
Quindi perchè uno di questi provider dovrebbe andare in una remota valle e tirare cavi, configurare apparati di rete e fare chissà quali investimenti? La risposta dovrebbe essere per profitto. Certo…
Ma probabilmente si può ottenere lo stesso del profitto. Anzi forse molto di più. Infatti lo stesso provider, in quanto anche provider di fonia mobile, può vendere tante chiavette e tanti abbonamenti. Magari con una singola cella può fornire molti più clienti che pagheranno la banda molto di più. E quindi con maggior profitto.
Purtroppo in Italia la frase “intervento dello Stato” è diretta espressione di “emissione di fondi statali”. In realtà basterebbe avere il coraggio di legiferare in modo sensato ponendo dei vincoli di corretto rapporto tra connessioni radio e wired sul territorio anche a livello comunale per riequilibrare il tutto.
Ma se si facesse cosi come si potrebbe distribuire a pioggia qualche centinaio di milioni di euro agli stessi provider ?
