Quando ho letto i primi romanzi Cyberpunk ho notato che ribaltavano completamente alcuni concetti ben saldi del nostro modo di pensare. I personaggi di questo tipo di fantascienza sono a tutti gli effetti nomadi. Non hanno case di proprietà, lavori stabili in uffici stabili.
Ma si spostano continuamente lavorando qualche giorno in un progetto per poi spostarsi. E quindi dormono in un albergo qualche ora, mangiano sempre in ristorante o per strada. Sono appunto nomadi.
Noi siamo già lavoratori nomadi. Non solo usiamo il cellulare ma smartphone sempre più potenti, connettività impensabili fino a qualche anno fa. L’altro giorno ho preferito finire una relazione in un campo a Venezia dove c’è il wifi cittadino (fantastico
) piuttosto di tornare in ufficio. Avevo bisogno di un minimo di ispirazione. Ora tutto questo è possibile.
Ma il problema può essere inverso? E’ possibile aver bisogno ogni tanto di un ufficio? Magari per un periodo per seguire un progetto particolare che forse ci porta in un’altra città? Oppure semplicemente per incontrare i clienti o fare una riunione.
C’è chi ci ha pensato : Massimo Carraro con cui ho avuto il piacere di parlare e farmi spiegare un po’ come funziona il coworking.
E’ interessante come progetto e risponde ad un certo tipo di richiesta del mercato.
Al parco tecnologico Vega vicino a Venezia adesso c’è anche questa possibilità.
Per chi fosse interessato al progetto coworking ecco il sito : http://coworkingproject.com/

