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		<title>Per ogni momento della giornata&#8230; un Social Network diverso!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I momenti della giornata di ognuno di noi sono caratterizzati da diversi modi di comunicare in funzione di dove siamo e sopratutto con chi siamo. Quando in bar beviamo un caffè probabilmente scambiamo qualche battuta con la persona al banco o con qualche avventore. Cose semplici&#8230; opinioni sul tempo che fa, o che farà, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2012/01/20120104-183930.jpg"><img src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2012/01/20120104-183930-150x150.jpg" alt="" title="20120104-183930.jpg" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-151" /></a>I momenti della giornata di ognuno di noi sono caratterizzati da diversi modi di comunicare in funzione di dove siamo e sopratutto con chi siamo.<br />
Quando in bar beviamo un caffè probabilmente scambiamo qualche battuta con la persona al banco o con qualche avventore. Cose semplici&#8230; opinioni sul tempo che fa, o che farà, le ferie appena trascorse, una battuta scherzosa su politica o calcio per poi chiudere il discorso velocemente per scappare in ufficio.<br />
Al lavoro con i nostri colleghi invece,  discuteremo con analisi e riflessioni inerenti al nostro lavoro, magari riferendosi a qualche concorrente oppure su qualche novità del nostro settore. Un linguaggio ben diverso rispetto a quello usato in bar, maggior specializzazione nei vocaboli e nei concetti e una grado di approfondimento più elevato adatto ai nostri interlocutori e alla situazione in cui ci troviamo.<br />
Infine se siamo fortunati e abbiamo abbastanza tempo forse riusciamo a raccogliere un po&#8217; di pensieri e costruire un concetto più solido e articolato. </p>
<p> Esiste un rapporto tra questi luoghi e momenti fisici  e i luoghi e momenti virtuali di internet?<br />
Se Linkedin posso pensarlo collegato al nostro lavoro, posso pensare a Facebook collegato al bar?<br />
E un blog come luogo per mettere giu&#8217; uno scritto che contenga concetti più strutturati?</p>
<p>E&#8217; divertente pensare a questi traslazioni della vita reale alla vita virtuale e anche un po&#8217; esagerato. Ma visto che mi diverte continuiamo <img src='http://www.paolobain.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Posso dire che in bar entriamo spesso affermando che la giornata è particolarmente bella, o brutta, o commentando una notizia di un giornale, o inserirmi in uno scambio di battute sulla politica. La similitudine con quello che si scrivono gli utenti di facebook è molto spinta, tutti gli utenti hanno amici che scrivono proprio queste cose nel loro profilo non è vero?<br />
Il discorso regge anche per Linkedin. Questo socialnetwork si sta proponendo come l&#8217;alternativa di facebook a livello professionale, quindi le informazioni personali sono quelle lavorative, e i gruppi di interesse e discussione sono sempre orientati al mondo business. Ecco quindi che qui le discussioni, sempre come la vita reale, assumono una corposità e spessore maggiore.</p>
<p>Quindi Facebook è il bar, Linkedin il posto di lavoro&#8230; e Twitter? Questo strano socialnetwork utilizza un linguaggio veloce e con molti tag viene quasi sempre utilizzato per commentare una notizia, una pagina, un link del web. Volendo posso paragonarlo ad un gruppo di amici che si scambiano piccole impressioni su qualcosa che hanno visto o letto citando titoli e ricorrenze.</p>
<p>Anche il blog come abbiamo visto rappresenta un momento di riflessione ormai sempre più raro nel mondo superficiale e sfuggente di internet.</p>
<p>Il successo di questi strumenti e luoghi è dettato proprio da questa caratteristica? L&#8217;assimilazione in un momento delle nostre giornate in un momento social?</p>
<p>Non soprende quindi la possibilità, un domani, di twittare/chattare o qualsiasi altra cosa sarà&#8217; sul divano davanti alla tv trasponendo il commento da fisico a virtuale.  Anzi il divano social é gia&#8217; tra noi <img src='http://www.paolobain.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Basta comprare un Ipad per essere innovativi?</title>
		<link>http://www.paolobain.com/2011/04/basta-comprare-un-ipad-per-essere-innovativi/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 09:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È in atto un rivoluzione: internet sta modificando il modo di comunicare, di acquistare, di usare i servizi, scardinando il vecchio paradigma in cui il cliente era solo una figura inerme nello schema organizzativo delle Aziende. Il cliente, il fornitore, il fornitore di servizi di una qualsiasi azienda sono figure che ora si sovrappongono fornendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2011/04/ipad-broken.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-127" style="margin: 15px;" title="ipad broken" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2011/04/ipad-broken-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>È in atto un rivoluzione: internet sta modificando il modo di comunicare, di acquistare, di usare i servizi, scardinando il vecchio paradigma in cui il cliente era solo una figura inerme nello schema organizzativo delle Aziende. Il cliente, il fornitore, il fornitore di servizi di una qualsiasi azienda sono figure che ora si sovrappongono fornendo nuovi dati da analizzare per capire le performance aziendali e adattarsi ai nuovi modelli del mercato.</p>
<p>L&#8217;utilizzo da parte degli utenti di tecnologie come socialnetwork, ricerche e confronti basate sul web 2.0 e l&#8217;impiego sempre più spinto degli smartphone offrono nuovi sistemi di comunicazione, nuove sfide e diversamente da quanto accaduto fino a poco tempo fa, la spinta tecnologica non viene imposta dal vertice delle strutture organizzative, ma al contrario la richiesta di cambiamento arriva dal basso. Se uso facebook, skype o messenger per discutere con i miei amici perché non posso farlo con il mio collega o cliente o superiore?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma c&#8217;è bisogno di un indirizzo. Le aziende italiane, la cui percentuale di micro o piccole aziende è elevatissima, sono contagiate dall’immagine data dai mass media sul cambiamento, che viene banalmente riassunta dall&#8217;Ipad, dal tablet o dalla periferica particolare del momento. In realtà la rivoluzione in atto ha un respiro molto più ampio di una singola periferica per quanto innovativa sia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non bisogna cadere nella tentazione dell&#8217;hobbista che tende a confondere il mezzo con la funzione. Esattamente come un fotografo alle prime armi che acquista una macchina fotografica professionale senza avere le basi per fare buone foto, ecco che aziende e decisori si dotano di tablet per fare quello che facevano prima, assolutamente inconsci della trasformazione in divenire, affascinati dallo strumento più che dalle possibilità che offre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi è più innovativo un bar che offre l&#8217;aperitivo ai propri fan su facebook usando un pc di cinque anni fa oppure l&#8217;AD di una azienda che usa il nuovo Ipad per leggere la stessa posta elettronica che può leggere dal suo smartphone?</p>
<p>Secondo noi sicuramente ha maggior valenza innovatrice il bar che si avvale di strumenti tecnologici che garantiscono una fruibilità immediata con la sua clientela, infatti il cambiamento è in atto, interessa quasi tutti i campi economici, dall&#8217;editoria ai servizi per le aziende, dalla distribuzione al commercio al dettaglio, dalla produzione all&#8217;assistenza tecnica, ma per adattarsi al cambiamento bisogna imparare a pensare diversamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ma se il digital divide in Italia fosse causato dagli stessi provider?</title>
		<link>http://www.paolobain.com/2010/12/ma-se-il-digital-divide-in-italia-fosse-causato-dagli-stessi-provider/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 15:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre al Vega si concludono accordi per portare fibra fino a 300 Mbs, sento parlare del digital divide e dei finanziamenti che lo Stato dovrebbe dare per colmarlo. Mi permetto però di un altro ragionamento. I provider di servizi su cavo, Telecom Italia, Vodafone, Wind e gli altri sono anche fornitori di fonia mobile. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre al <a href="http://www.vegapark.ve.it/">Vega </a>si concludono accordi per portare fibra fino a 300 Mbs, sento parlare del digital divide e dei finanziamenti che lo Stato dovrebbe dare per colmarlo.</p>
<p>Mi permetto però di un altro ragionamento. I provider di servizi su cavo, Telecom Italia, Vodafone, Wind e gli altri sono anche fornitori di fonia mobile. E anche fornitori di telefonini, smartphone e miracolose chiavette usb per collegarsi a internet.</p>
<p>Quindi perchè uno di questi provider dovrebbe andare in una remota valle e tirare cavi, configurare apparati di rete e fare chissà quali investimenti? La risposta dovrebbe essere per profitto. Certo&#8230;</p>
<p>Ma probabilmente si può ottenere lo stesso del profitto. Anzi forse molto di più. Infatti lo stesso provider, in quanto <strong>anche </strong>provider di fonia mobile, può vendere tante chiavette e tanti abbonamenti. Magari con una singola cella può fornire molti più clienti che pagheranno la banda molto di più. E quindi con maggior profitto.</p>
<p>Purtroppo in Italia la frase &#8220;intervento dello Stato&#8221;  è diretta espressione di &#8220;emissione di fondi statali&#8221;. In realtà basterebbe avere il coraggio di legiferare in modo sensato ponendo dei vincoli di corretto rapporto tra connessioni radio e wired sul territorio anche a livello comunale per riequilibrare il tutto.</p>
<p>Ma se si facesse cosi come si potrebbe distribuire a pioggia qualche centinaio di milioni di euro agli stessi provider ?</p>
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		<title>Apple: un azienda sempre più consumer?</title>
		<link>http://www.paolobain.com/2010/11/apple-azienda-consumer/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 06:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso penso a Apple come azienda realmente innovativa e le ragioni non stanno nelle caratteristiche tecniche dei device o sistemi operativi. Stanno nei concetti che ha saputo introdurre a livello commerciale nel mercato tecnico e sterile dell&#8217;informatica. Il concetto che i prodotti mac siano più facili da usare e sicuramente più belli esteticamente viene coniugato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/11/images.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-104" style="margin: 10px;" title="images" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/11/images-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Spesso penso a Apple come azienda realmente innovativa e le ragioni non stanno nelle caratteristiche tecniche dei device o sistemi operativi.</div>
<div>Stanno nei concetti che ha saputo introdurre a livello commerciale nel mercato tecnico e sterile dell&#8217;informatica.</div>
<div>Il concetto che i prodotti mac siano più facili da usare e sicuramente più belli esteticamente viene coniugato con un altro sentire popolarmente, per quanto talvolta infondato e grossolano, cioè che<em> le cose di qualità si pagano di più</em>.</div>
<div>Magari potrete sentirvi in perfetta sintonia con questo concetto. Tuttavia si deve precisare che il differenziale nei costi dei prodotti Apple è assolutamente percepibili anche sui device di marche blasonate e la recente virata su tecnologie Intel rende questo scostamento nei prezzi esclusivamente imputabile alla potenza commerciale del Brand Apple.</div>
<div id="_mcePaste">Questa attenzione al pubblico ha dato enormi frutti nell&#8217;azienda di Jobs, basti pensare a Itunes, o agli Ipod e naturalmente l&#8217;Iphone e ultimo l&#8217;Ipad.</div>
<div id="_mcePaste">Ecco quindi il cambiamento: qualche anno fa Apple era una azienda che trovava il nocciolo duro della proprio esistenza nell&#8217;ambito <strong>professionale</strong>, grafica, tipografia audio e video. Qualsiasi studio professionale o azienda che lavorava in questi ambiti usava Apple.</div>
<div>E&#8217; quindi anche fece la sua comparsa anche l&#8217;hardware e software dedicato alla condivisione e protezione degli stessi come i server e nella fattispecie la famiglia Xserve.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; notizia di qualche giorno fa che Apple rinuncerà alla produzione e al supporto degli Xserve, abbandonando di fatto il segmento professionale o almeno una parte di esso e si concentrerà sulla parte client, magari irrubustendola con un sistema operativo specifico ma sempre da usare su desktop.</div>
<div id="_mcePaste">Aziendalmente il comportamento si comprende benissimo, ora che ci sono altri player nel mercato degli smartphone e dei tablet, Android su tutti, mentre RIM con i suoi blackberry domina la parte corporate ha senso per Apple concentrare energie e risorse nel mercato che più gli dà risposta e successo commerciale.</div>
<div id="_mcePaste">Si passa però da un concetto nel Brand molto diverso, ora Apple è una azienda innovativa ma i loro prodotti servono sempre meno per lavorare e sempre di più per uso personale e domestico.</div>
<div>Nel nuovo mercato consumer le dinamiche sono molto diverse ad esempio la velocità del refresh tecnologico dei dispositivi (già si parla di un ipad2 per il 2011) la concorrenza degli altri player porterà a spingere ancora di più sulla parte consumer tempi e risorse distogliendosi dalla parte che produce meno utili (Mac?)</div>
<div id="_mcePaste">Sulla parte consumer Apple è arrivata sulla musica, sulla tv, sull&#8217;utilizzo di internet, sul cinema e sui libri. Con l&#8217;ipad  e l&#8217;iphone si sta avvicinando pesantemente ai videogiochi per giocatori casuali.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;azienda che maggiormente deve temere l&#8217;Apple non è Microsoft, o Google o RIM ma è la <strong>SONY </strong>in quanto il mercato dove agiscono è esattamente lo stesso.</div>
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		<title>Microsoft Outlook 2010 la nuova attenzione Social verso i contatti</title>
		<link>http://www.paolobain.com/2010/05/microsoft-outlook-2010-la-nuova-attenzione-social-verso-i-contatti/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Microsoft Office 2010 ha naturalmente una serie di migliorie rispetto la versione precedente. Dal punto di vista strettamente tecnico le innovazioni sono molte e tutte orientate ad una migliore esperienza dell&#8217;utente. Il software che e&#8217; stato modificato più pesantemente è a mio avviso Outlook. Oltre a questioni di interfaccia (il &#8220;ribbon&#8221; e&#8217; arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/05/ZA101821367.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-89" style="margin: 10px;" title="ZA101821367" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/05/ZA101821367-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Il nuovo Microsoft Office 2010 ha naturalmente una serie di migliorie rispetto la versione precedente. Dal punto di vista strettamente tecnico le innovazioni sono molte e tutte orientate ad una migliore esperienza dell&#8217;utente.<br />
Il software che e&#8217; stato modificato più pesantemente è a mio avviso <strong>Outlook</strong>.<br />
Oltre a questioni di interfaccia (il &#8220;ribbon&#8221; e&#8217; arrivato anche qui) e di piccole attenzioni verso l&#8217;utente come migliori visualizzazioni, più informazioni sullo schermo, una migliore tecnica per gestire le attivita&#8217; e cosi via, nasconde un cambio di approccio.<br />
Microsoft Outlook 2010 è maggiormente orientato verso la <strong>gestione delle relazioni</strong>.<br />
La visualizzazione di una mail fa comparire una scheda dove si possono selezionare tutte le attività di un contatto divise per tipologia, tutte le email, tutti i file scambiati, tutte le attivita&#8217; e gli appuntamenti. Ma inoltre si possono raccogliere informazioni sul contatto attraverso i vari social network.<br />
Qui Microsoft ha fatto le cose per bene introducendo i <em>social connector</em> . Questi plugin permettono di collegarsi con facebook, linkedin, myspace e cosi via. Man mano che altri social network appariranno sul mercato si potranno implementare altri connector.<br />
Come preannunciavo <a href="http://www.paolobain.com/2010/01/xobni-prove-tecniche-di-relationship-management-nei-social-network/">qui </a>l&#8217;aspetto Social Network comincia ad essere davvero importante anche nelle relazioni di lavoro.<br />
L&#8217;altra cosa ancora più importante è notare che Microsoft avrà la possibilità di <strong>influenzare</strong> il mercato dei SN con questo semplice sistema.</p>
<p>E&#8217; chiaro che se esiste un social network che ha un plugin per Outlook 2010 sarà sicuramente preferibile avere un profilo con quel sistema in quanto garantirà una maggior visibilità professionale nel client di riferimento business della posta elettronica.</p>
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		<title>L&#8217;avvento del &#8220;Cloud&#8221; in casa Microsoft</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cloud Computing o Cloud per gli amici. E&#8217; il concetto di usare delle applicazioni che risiedono su server remoti e con funzioni di ridondanza ed esclusivamente accessibili da internet. Questa idea in realtà è davvero vecchia e si rifà a concetti di mainframe e suddivisione dell&#8217;intelligenza (come diceva un mio vecchio professore di informatica). I motivi adesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/05/clouding.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-83" style="margin: 10px;" title="clouding" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/05/clouding-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cloud Computing o Cloud per gli amici.<br />
E&#8217; il concetto di usare delle applicazioni che risiedono su server remoti e con funzioni di ridondanza ed esclusivamente accessibili da internet. Questa idea in realtà è davvero vecchia e si rifà a concetti di mainframe e suddivisione dell&#8217;<em>intelligenza</em> (come diceva un mio vecchio professore di informatica).<br />
I motivi adesso come allora che spingono verso questa direzione sono essenzialmente di carattere economico. Il costo dell&#8217;infrastruttura necessaria per usare alcune applicazioni può essere davvero elevata. Ha un senso quindi condividere con il maggior numero di utenti soluzioni tipo CRM dove si necessita&#8217; di motori DB potenti e di soluzioni di reporting avanzate.<br />
Poi e&#8217; arrivato Google con le sue <a href="http://www.google.com/apps/intl/it/business/index.html">Google Apps</a><br />
Le google Apps permettono un approccio diverso e sono orientate non verso applicazioni complesse ma su applicazioni office come un word processor o un foglio di calcolo. E permettono attraverso il browser di accedere a interfacce abituali per queste funzioni.<br />
Il passaggio è un passaggio importante guidato sia dall&#8217;affidabilità di queste soluzioni sia dal meccanismo basato su utilizzo gratuito a livello personale / canone di abbonamento contenutissimo a livello professionale aziendale.<br />
Ma nel successo di questo questo modello c&#8217;è una componente causata dagli utenti stessi.<br />
La diffidenza di inserire proprie informazioni su di un server chissà dove, il non sapere di preciso chi e come puo&#8217; accedere ai nostri dati è stata in qualche modo superata con un cambiamento di <strong>percezione</strong> da parte dell&#8217;utenza.<br />
<span id="more-82"></span>Gli utenti ormai sono abituati ad avere l&#8217;email, i contatti, e cosi via su server non di proprieta&#8217;. La stessa natura delle email diventate ormai repository di informazioni non strutturate attraverso gli allegati, più che una semplice trasformazione digitale di lettere ha permesso di accrescere la <strong>fiducia</strong> verso questo nuova modalità di erogazione del servizio.<br />
Il passaggio a questi sistemi di dati aziendali viene visto in una ottica di naturale prosecuzione.<br />
Ecco quindi che anche i grandi player del mercato IT arrivano a fornire soluzioni di questo tipo. Una per tutti e&#8217; Microsoft.<br />
Microsoft attraverso il suo programma <a href="http://www.microsoft.com/online/it-it/default.mspx">BPOS </a>permette di utilizzare tecnologie come Exchange o Sharepoint in modalità hosted.<br />
I costi variano molto in funzione dello spazio e delle funzionalità, tuttavia questo processo comporta un cambiamento di <strong>prospettiva</strong> importantissimo per una azienda che ha visto nella concentrazione sul personal pc la chiave del suo successo.<br />
Il prossimo passo? L&#8217;applicazione Office usabile on line. Ci vorrà ancora un po&#8217; penso. Nel frattempo è possibile assaggiare tecnologie che prevedono costi di implementazione importanti attraverso un canone di qualche euro al mese per utente.</p>
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		<title>Nuovi modi di lavorare &#8211; Coworking</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 11:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho letto i primi romanzi Cyberpunk ho notato che ribaltavano completamente alcuni concetti ben saldi del nostro modo di pensare. I personaggi di questo tipo di fantascienza sono a tutti gli effetti nomadi. Non hanno case di proprietà, lavori stabili in uffici stabili. Ma si spostano continuamente lavorando qualche giorno in un progetto per poi spostarsi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/04/cowoc2aeprpiccolo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-78" title="cowoc2aeprpiccolo" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/04/cowoc2aeprpiccolo.png" alt="" width="132" height="132" /></a></p>
<p>Quando ho letto i primi romanzi Cyberpunk ho notato che ribaltavano completamente alcuni concetti ben saldi del nostro modo di pensare. I personaggi di questo tipo di fantascienza sono a tutti gli effetti nomadi. Non hanno case di proprietà, lavori stabili in uffici stabili.<br />
Ma si spostano continuamente lavorando qualche giorno in un progetto per poi spostarsi. E quindi dormono in un albergo qualche ora, mangiano sempre in ristorante o per strada. Sono appunto <em>nomadi</em>.</p>
<p>Noi siamo già lavoratori nomadi. Non solo usiamo il cellulare ma smartphone sempre più potenti, connettività impensabili fino a qualche anno fa. L&#8217;altro giorno ho preferito finire una relazione in un campo a Venezia dove c&#8217;è il wifi cittadino (fantastico <img src='http://www.paolobain.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) piuttosto di tornare in ufficio. Avevo bisogno di un minimo di ispirazione. Ora tutto questo è possibile.</p>
<p>Ma il problema può essere inverso? E&#8217; possibile aver bisogno ogni tanto di un ufficio? Magari per un periodo per seguire un progetto particolare che forse ci porta in un&#8217;altra città? Oppure semplicemente per incontrare i clienti o fare una riunione.</p>
<p>C&#8217;è chi ci ha pensato : Massimo Carraro con cui ho avuto il piacere di parlare e farmi spiegare un po&#8217; come funziona il coworking.</p>
<p>E&#8217; interessante come progetto e risponde ad un certo tipo di richiesta del mercato.</p>
<p>Al parco tecnologico <a href="http://www.vegapark.it">Vega </a>vicino a Venezia adesso c&#8217;è anche questa <a href="http://coworkingproject.com/venezia-vega/">possibilità</a>.</p>
<p>Per chi fosse interessato al progetto coworking ecco il sito : <a href="http://coworkingproject.com/">http://coworkingproject.com/</a></p>
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		<title>Blackberry rilascia gratuitamente il BES</title>
		<link>http://www.paolobain.com/2010/03/blackberry-rilascia-gratuitamente-il-bes/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 08:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Blackberry]]></category>
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		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[modelli economici]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Server]]></category>

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		<description><![CDATA[La RIM. l&#8217;azienda dietro i Blackberry, ha rilasciato una versione del BES (Blackberry Enterprise Server) gratuita chiamata &#8220;Express&#8220;. Il BES è sempre stata l&#8217;arma vincente di RIM per le grandi organizzazioni. Questo software permette di gestire centinaia di smartphone nei più minimi dettaglia, dal proibire la navigazione su alcuni siti, al blocco delle applicazioni non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/03/BES-EXP.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-73" title="BES EXP" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/03/BES-EXP-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La RIM. l&#8217;azienda dietro i Blackberry, ha rilasciato una versione del BES (Blackberry Enterprise Server) gratuita chiamata &#8220;<a href="http://it.blackberry.com/services/business/server/express/">Express</a>&#8220;.</p>
<p>Il BES è sempre stata l&#8217;arma vincente di RIM per le grandi organizzazioni. Questo software permette di gestire centinaia di smartphone nei più minimi dettaglia, dal proibire la navigazione su alcuni siti, al blocco delle applicazioni non autorizzate.</p>
<p>Ma soprattutto permette la sincronizzazione perfetta e biunivoca con la propria casella di posta in real time attraverso la rete cellulare.</p>
<p>Se un blackberry non è collegato ad un BES può solo spedire e ricevere email e navigare e per sincronizzare (i contatti ad esempio) bisogna usare il software di sincronizzazione su pc.</p>
<p>Il Blackberry Enterprise Server, prima di questo annuncio era venduto attraverso i provider ed aveva un costo non elevatissimo ma comunque importante per una piccola azienda.</p>
<p>Ora questo costo è annullato e anche una azienda con una decina di blackberry può permettersi di gestire in casa il link tra i proprio smartphone e il server di posta, dove magari il server è un piccolo Microsoft SBS.</p>
<p>Rim comunque vende una versione Enterprise del BES per le aziende con particolari esigenze di gestione.</p>
<p>Sicuramente la pressione degli altri smartphone come l&#8217;iphone o i servizi offerti da google per la sincronizzazione della posta sui dispositivi Android si fa sentire in casa RIM, certo che è divertente leggere sui forum americani che c&#8217;è chi ha implementato il BES Express nel server casalingo per gestire gli appuntamenti e i contatti della famiglia e dove il papà dà il permesso di uscire ai figli attraverso un&#8217;approvazione per un meeting data con il blackberry &#8220;famigliare&#8221;:-)</p>
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		<title>Google Buzz e il mercato del socialnetwork</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google Buzz]]></category>
		<category><![CDATA[relationship]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambiando un po&#8217; il senso a questo mio blog, comincio ad affiancare, l&#8217;avevo già fatto in realtà, alcuni post più complessi e ragionati (è almeno da dieci giorni che lavoro su di un post sulla virtualizzazione) ad alcuni più veloci che mi permettano di dire la mia su aspetti con cui mi trovo a discutere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_64" class="wp-caption alignleft" style="width: 182px"><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/02/Google-Buzz1.png"><img class="size-full wp-image-64" title="Google Buzz" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/02/Google-Buzz1.png" alt="" width="172" height="41" /></a><p class="wp-caption-text">Google Buzz</p></div>
<p><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/02/Google-Buzz.png"></a>Cambiando un po&#8217; il senso a questo mio blog, comincio ad affiancare, l&#8217;avevo già fatto in realtà, alcuni post più complessi e ragionati (è almeno da dieci giorni che lavoro su di un post sulla virtualizzazione) ad alcuni più veloci che mi permettano di dire la mia su aspetti con cui mi trovo a discutere con i miei clienti.</p>
<p>Da alcuni giorni mi capita di parlare di <em>Identità Digitale</em> e ultimamente di Google Buzz.</p>
<p>Goggle dall&#8217;alto della sua enorme capitalizzazione in borsa, ha deciso di mettere il piede nel mercato del social network. In realtà ci aveva già provato ma senza successo con il semisconosciuto Google Orkut.</p>
<p><a href="http://www.google.com/buzz">Google Buzz</a>,  permette con estrema facilità di inserire notizie, pensieri, link che possono essere visti e commentati dai nostri contatti gmail o ancora essere resi pubblici su internet.</p>
<p>In fin dei conti è quello che fa Facebook.</p>
<p>Dall&#8217;introduzione di Buzz la risposta di Internet è stata straordinaria. I motivi sono diversi e provo ad elencarli:</p>
<ul>
<li>E&#8217; integrato con Gmail. Meglio visitare un unico sito piuttosto di dover continuamente controllarne di diversi.</li>
<li>E&#8217; davvero semplice da usare. Semplicissimo. Senza strani orpelli o funzionalità più o meno complesse da utilizzare e capire.</li>
<li>E&#8217; Google ! Questo significa una velocità di evoluzione molto spinta e l&#8217; integrazione con molti smartphone  e dispositivi in generale.</li>
</ul>
<p>E&#8217; difficile capire cosa può succedere nel mercato dei Socialnetwork adesso.<br />
Ma sono sicuro che l&#8217;impatto di Google Buzz si farà sentire.</p>
<p>In fin dei conti Facebook è una società molto piccola se paragonata a Google. E Twitter praticamente inesistente se confrontata con gli altri giganti attuali del SocialNetwork di cui adesso, e a sorpresa, Google fa parte.</p>
<p>Tanto per fare dei numeri Twitter ha circa 20 M di utilizzatori nel mondo. Gmail 38M solo negli Stati Uniti.</p>
<p>Tutti questi utenti adesso hanno Google Buzz collegato alla loro casella elettronica.</p>
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		<title>Notebook e netbook. Ipad e Ipod. Diversi dispositivi, stesso concetto.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli economici]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ipad]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[netbook]]></category>
		<category><![CDATA[notebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguendo un  paradigma costruttivo in voga da qualche anno e complice il costo sempre minore della tecnologia, ci troviamo oggi nelle nostre borse molti dispositivi in grado di fare cose simili tra loro. L’esempio più lampante sono le macchine fotografiche. Un buon smartphone ora è in grado di fare buone foto che possono competere con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53" class="wp-caption alignleft" style="width: 145px"><a href="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/02/appleipad.jpg"><img class="size-full wp-image-53" title="Apple Ipad" src="http://www.paolobain.com/wp-content/uploads/2010/02/appleipad.jpg" alt="" width="135" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Apple Ipad</p></div>
<p>Seguendo un  paradigma costruttivo in voga da qualche anno e complice il costo sempre minore della tecnologia, ci troviamo oggi nelle nostre borse molti dispositivi in grado di fare cose simili tra loro.<br />
L’esempio più lampante sono le macchine fotografiche. Un buon smartphone ora è in grado di fare buone foto che possono competere con macchine fotografiche compatte di qualche anno fa. Molte persone che conosco possiedono due telefoni, poi una macchina fotografica compatta, magari una reflex digitale o forse una video camera. Tutti questi dispositivi fanno la medesima cosa. Riprendere immagini digitali. Con sfumature e dettagli diversi, bene inteso, ma tutti eseguono lo stesso compito.  <br />
Lo stesso si può dire per i lettori di mp3. In fin dei conti moltissimi telefoni cellulari oggi possono riprodurre mp3.<br />
Quello che succede invece è che nonostante un numero cospicuo di consumatori abbiano già un lettore mp3 nel telefono, questi sentano la necessità di comprarsi un lettore mp3 aggiuntivo, magari, anzi sicuramente, di qualità superiore.<span id="more-52"></span></p>
<p>Ecco quindi la comparsa del netbook. Questi dispositivi sono piccoli notebook. Molto compatti e di solito relativamente economici. Purtroppo talvolta vengono venduti come veri e proprio notebook ma in realtà sono molto meno potenti. Nati un paio di anni fa si sono evoluti molto fino a creare un vero e proprio mercato. I modelli più evoluti hanno costi paragonabili a notebook ben più potenti, con display più grandi, con lettore ottico e cosi via. Tuttavia hanno il loro mercato e per quanto strano possa sembrare non si sovrappone ai loro fratelli maggiori.</p>
<p>Ed ecco che Apple produce l’Ipad. Che cos’è? Fondamentalmente un Ipod un po’ più potente ed un po’ più grande. Permetterà probabilmente ad Apple di entrare nel mercato dell’editoria digitale. Ma come nei casi precedenti, qualsiasi lettore basato su tecnologia e-ink è più appropriato per la lettura di testi. Nonostante ciò Apple produce un altro gadget tecnologico da aggiungere alla collezione. E da aggiungere nella nostra borsa. Perché?</p>
<p>Credo che la risposta stia tutta nel coinvolgimento che abbiamo con la tecnologia. Il netbook è quel quasi-notebook che usiamo durante gli spostamenti per andare al lavoro. Abbiamo il pc sulla postazione di lavoro e il pc a casa. In mezzo a questi due nostri mondi abbiamo bisogno di qualcosa altro di sufficientemente tecnologico. Appunto il netbook. E cosi via. L’ipod (o l’iphone) va benissimo in tasca mentre viaggiamo. Ma in salotto sarebbe bello avere qualcosa con lo schermo più grande. Voilà ecco l’Ipad.</p>
<p>Nessuna rivoluzione quindi, ma solo ancora una volta, un allargamento del mercato dove coesistono notebook e netbook, Ipod e Ipad. Dove la molla è esclusivamente il desiderio di utilizzare sempre le possibilità che ci offre la tecnologia. Molti dispositivi che si sovrappongono come funzionalità ma si differenziano come <em>luogo</em> e <em>momento</em> di fruizione. Quindi molti prodotti simili ma dove ognuno di questi si adatta meglio ai vari momenti della nostra vita.</p>
<p>Le ripercussioni dal punto di vista del lavoro cominciano a farsi sentire. La pressione di tutta questa tecnologia sui consumatori che sono anche utenti di sistemi informatici per rivenditori, consulenti e tutte quelle figure che gravitano intorno all’ICT sta cambiando il modo di lavorare.  La figura del direttore chiuso in ufficio e accessibile solo attraverso la segretaria ormai è una stereotipo che appartiene al passato. Oggi il manager confronta continuamente progetti pensieri e convinzioni con altri manager attraverso la email, social network e probabilmente anche con il suoi dipendenti (compresa la segretaria) con facebook.</p>
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