Cloud Computing o Cloud per gli amici.
E’ il concetto di usare delle applicazioni che risiedono su server remoti e con funzioni di ridondanza ed esclusivamente accessibili da internet. Questa idea in realtà è davvero vecchia e si rifà a concetti di mainframe e suddivisione dell’intelligenza (come diceva un mio vecchio professore di informatica).
I motivi adesso come allora che spingono verso questa direzione sono essenzialmente di carattere economico. Il costo dell’infrastruttura necessaria per usare alcune applicazioni può essere davvero elevata. Ha un senso quindi condividere con il maggior numero di utenti soluzioni tipo CRM dove si necessita’ di motori DB potenti e di soluzioni di reporting avanzate.
Poi e’ arrivato Google con le sue Google Apps
Le google Apps permettono un approccio diverso e sono orientate non verso applicazioni complesse ma su applicazioni office come un word processor o un foglio di calcolo. E permettono attraverso il browser di accedere a interfacce abituali per queste funzioni.
Il passaggio è un passaggio importante guidato sia dall’affidabilità di queste soluzioni sia dal meccanismo basato su utilizzo gratuito a livello personale / canone di abbonamento contenutissimo a livello professionale aziendale.
Ma nel successo di questo questo modello c’è una componente causata dagli utenti stessi.
La diffidenza di inserire proprie informazioni su di un server chissà dove, il non sapere di preciso chi e come puo’ accedere ai nostri dati è stata in qualche modo superata con un cambiamento di percezione da parte dell’utenza.
Gli utenti ormai sono abituati ad avere l’email, i contatti, e cosi via su server non di proprieta’. La stessa natura delle email diventate ormai repository di informazioni non strutturate attraverso gli allegati, più che una semplice trasformazione digitale di lettere ha permesso di accrescere la fiducia verso questo nuova modalità di erogazione del servizio.
Il passaggio a questi sistemi di dati aziendali viene visto in una ottica di naturale prosecuzione.
Ecco quindi che anche i grandi player del mercato IT arrivano a fornire soluzioni di questo tipo. Una per tutti e’ Microsoft.
Microsoft attraverso il suo programma BPOS permette di utilizzare tecnologie come Exchange o Sharepoint in modalità hosted.
I costi variano molto in funzione dello spazio e delle funzionalità, tuttavia questo processo comporta un cambiamento di prospettiva importantissimo per una azienda che ha visto nella concentrazione sul personal pc la chiave del suo successo.
Il prossimo passo? L’applicazione Office usabile on line. Ci vorrà ancora un po’ penso. Nel frattempo è possibile assaggiare tecnologie che prevedono costi di implementazione importanti attraverso un canone di qualche euro al mese per utente.
