Paolo Bain

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Per ogni momento della giornata… un Social Network diverso!

Posted by admin on 4 gennaio 2012
Posted in: Internet, social network. Tagged: blog, Facebook, Social network, Twitter. Leave a Comment

I momenti della giornata di ognuno di noi sono caratterizzati da diversi modi di comunicare in funzione di dove siamo e sopratutto con chi siamo.
Quando in bar beviamo un caffè probabilmente scambiamo qualche battuta con la persona al banco o con qualche avventore. Cose semplici… opinioni sul tempo che fa, o che farà, le ferie appena trascorse, una battuta scherzosa su politica o calcio per poi chiudere il discorso velocemente per scappare in ufficio.
Al lavoro con i nostri colleghi invece, discuteremo con analisi e riflessioni inerenti al nostro lavoro, magari riferendosi a qualche concorrente oppure su qualche novità del nostro settore. Un linguaggio ben diverso rispetto a quello usato in bar, maggior specializzazione nei vocaboli e nei concetti e una grado di approfondimento più elevato adatto ai nostri interlocutori e alla situazione in cui ci troviamo.
Infine se siamo fortunati e abbiamo abbastanza tempo forse riusciamo a raccogliere un po’ di pensieri e costruire un concetto più solido e articolato.

Esiste un rapporto tra questi luoghi e momenti fisici e i luoghi e momenti virtuali di internet?
Se Linkedin posso pensarlo collegato al nostro lavoro, posso pensare a Facebook collegato al bar?
E un blog come luogo per mettere giu’ uno scritto che contenga concetti più strutturati?

E’ divertente pensare a questi traslazioni della vita reale alla vita virtuale e anche un po’ esagerato. Ma visto che mi diverte continuiamo :-)

Posso dire che in bar entriamo spesso affermando che la giornata è particolarmente bella, o brutta, o commentando una notizia di un giornale, o inserirmi in uno scambio di battute sulla politica. La similitudine con quello che si scrivono gli utenti di facebook è molto spinta, tutti gli utenti hanno amici che scrivono proprio queste cose nel loro profilo non è vero?
Il discorso regge anche per Linkedin. Questo socialnetwork si sta proponendo come l’alternativa di facebook a livello professionale, quindi le informazioni personali sono quelle lavorative, e i gruppi di interesse e discussione sono sempre orientati al mondo business. Ecco quindi che qui le discussioni, sempre come la vita reale, assumono una corposità e spessore maggiore.

Quindi Facebook è il bar, Linkedin il posto di lavoro… e Twitter? Questo strano socialnetwork utilizza un linguaggio veloce e con molti tag viene quasi sempre utilizzato per commentare una notizia, una pagina, un link del web. Volendo posso paragonarlo ad un gruppo di amici che si scambiano piccole impressioni su qualcosa che hanno visto o letto citando titoli e ricorrenze.

Anche il blog come abbiamo visto rappresenta un momento di riflessione ormai sempre più raro nel mondo superficiale e sfuggente di internet.

Il successo di questi strumenti e luoghi è dettato proprio da questa caratteristica? L’assimilazione in un momento delle nostre giornate in un momento social?

Non soprende quindi la possibilità, un domani, di twittare/chattare o qualsiasi altra cosa sarà’ sul divano davanti alla tv trasponendo il commento da fisico a virtuale. Anzi il divano social é gia’ tra noi :-)

Basta comprare un Ipad per essere innovativi?

Posted by admin on 20 aprile 2011
Posted in: Internet, modelli economici. Tagged: Innovazione, Internet, Ipad, relationship. Leave a Comment

È in atto un rivoluzione: internet sta modificando il modo di comunicare, di acquistare, di usare i servizi, scardinando il vecchio paradigma in cui il cliente era solo una figura inerme nello schema organizzativo delle Aziende. Il cliente, il fornitore, il fornitore di servizi di una qualsiasi azienda sono figure che ora si sovrappongono fornendo nuovi dati da analizzare per capire le performance aziendali e adattarsi ai nuovi modelli del mercato.

L’utilizzo da parte degli utenti di tecnologie come socialnetwork, ricerche e confronti basate sul web 2.0 e l’impiego sempre più spinto degli smartphone offrono nuovi sistemi di comunicazione, nuove sfide e diversamente da quanto accaduto fino a poco tempo fa, la spinta tecnologica non viene imposta dal vertice delle strutture organizzative, ma al contrario la richiesta di cambiamento arriva dal basso. Se uso facebook, skype o messenger per discutere con i miei amici perché non posso farlo con il mio collega o cliente o superiore?

 

Ma c’è bisogno di un indirizzo. Le aziende italiane, la cui percentuale di micro o piccole aziende è elevatissima, sono contagiate dall’immagine data dai mass media sul cambiamento, che viene banalmente riassunta dall’Ipad, dal tablet o dalla periferica particolare del momento. In realtà la rivoluzione in atto ha un respiro molto più ampio di una singola periferica per quanto innovativa sia.

 

Non bisogna cadere nella tentazione dell’hobbista che tende a confondere il mezzo con la funzione. Esattamente come un fotografo alle prime armi che acquista una macchina fotografica professionale senza avere le basi per fare buone foto, ecco che aziende e decisori si dotano di tablet per fare quello che facevano prima, assolutamente inconsci della trasformazione in divenire, affascinati dallo strumento più che dalle possibilità che offre.

 

Quindi è più innovativo un bar che offre l’aperitivo ai propri fan su facebook usando un pc di cinque anni fa oppure l’AD di una azienda che usa il nuovo Ipad per leggere la stessa posta elettronica che può leggere dal suo smartphone?

Secondo noi sicuramente ha maggior valenza innovatrice il bar che si avvale di strumenti tecnologici che garantiscono una fruibilità immediata con la sua clientela, infatti il cambiamento è in atto, interessa quasi tutti i campi economici, dall’editoria ai servizi per le aziende, dalla distribuzione al commercio al dettaglio, dalla produzione all’assistenza tecnica, ma per adattarsi al cambiamento bisogna imparare a pensare diversamente.

 

 

Ma se il digital divide in Italia fosse causato dagli stessi provider?

Posted by admin on 28 dicembre 2010
Posted in: digital divide, Internet. Tagged: Digital Divide, Internet. Leave a Comment

Mentre al Vega si concludono accordi per portare fibra fino a 300 Mbs, sento parlare del digital divide e dei finanziamenti che lo Stato dovrebbe dare per colmarlo.

Mi permetto però di un altro ragionamento. I provider di servizi su cavo, Telecom Italia, Vodafone, Wind e gli altri sono anche fornitori di fonia mobile. E anche fornitori di telefonini, smartphone e miracolose chiavette usb per collegarsi a internet.

Quindi perchè uno di questi provider dovrebbe andare in una remota valle e tirare cavi, configurare apparati di rete e fare chissà quali investimenti? La risposta dovrebbe essere per profitto. Certo…

Ma probabilmente si può ottenere lo stesso del profitto. Anzi forse molto di più. Infatti lo stesso provider, in quanto anche provider di fonia mobile, può vendere tante chiavette e tanti abbonamenti. Magari con una singola cella può fornire molti più clienti che pagheranno la banda molto di più. E quindi con maggior profitto.

Purtroppo in Italia la frase “intervento dello Stato”  è diretta espressione di “emissione di fondi statali”. In realtà basterebbe avere il coraggio di legiferare in modo sensato ponendo dei vincoli di corretto rapporto tra connessioni radio e wired sul territorio anche a livello comunale per riequilibrare il tutto.

Ma se si facesse cosi come si potrebbe distribuire a pioggia qualche centinaio di milioni di euro agli stessi provider ?

Apple: un azienda sempre più consumer?

Posted by admin on 23 novembre 2010
Posted in: mercato. Tagged: Apple, Ipad, Mac, mercato. Leave a Comment
Spesso penso a Apple come azienda realmente innovativa e le ragioni non stanno nelle caratteristiche tecniche dei device o sistemi operativi.
Stanno nei concetti che ha saputo introdurre a livello commerciale nel mercato tecnico e sterile dell’informatica.
Il concetto che i prodotti mac siano più facili da usare e sicuramente più belli esteticamente viene coniugato con un altro sentire popolarmente, per quanto talvolta infondato e grossolano, cioè che le cose di qualità si pagano di più.
Magari potrete sentirvi in perfetta sintonia con questo concetto. Tuttavia si deve precisare che il differenziale nei costi dei prodotti Apple è assolutamente percepibili anche sui device di marche blasonate e la recente virata su tecnologie Intel rende questo scostamento nei prezzi esclusivamente imputabile alla potenza commerciale del Brand Apple.
Questa attenzione al pubblico ha dato enormi frutti nell’azienda di Jobs, basti pensare a Itunes, o agli Ipod e naturalmente l’Iphone e ultimo l’Ipad.
Ecco quindi il cambiamento: qualche anno fa Apple era una azienda che trovava il nocciolo duro della proprio esistenza nell’ambito professionale, grafica, tipografia audio e video. Qualsiasi studio professionale o azienda che lavorava in questi ambiti usava Apple.
E’ quindi anche fece la sua comparsa anche l’hardware e software dedicato alla condivisione e protezione degli stessi come i server e nella fattispecie la famiglia Xserve.
E’ notizia di qualche giorno fa che Apple rinuncerà alla produzione e al supporto degli Xserve, abbandonando di fatto il segmento professionale o almeno una parte di esso e si concentrerà sulla parte client, magari irrubustendola con un sistema operativo specifico ma sempre da usare su desktop.
Aziendalmente il comportamento si comprende benissimo, ora che ci sono altri player nel mercato degli smartphone e dei tablet, Android su tutti, mentre RIM con i suoi blackberry domina la parte corporate ha senso per Apple concentrare energie e risorse nel mercato che più gli dà risposta e successo commerciale.
Si passa però da un concetto nel Brand molto diverso, ora Apple è una azienda innovativa ma i loro prodotti servono sempre meno per lavorare e sempre di più per uso personale e domestico.
Nel nuovo mercato consumer le dinamiche sono molto diverse ad esempio la velocità del refresh tecnologico dei dispositivi (già si parla di un ipad2 per il 2011) la concorrenza degli altri player porterà a spingere ancora di più sulla parte consumer tempi e risorse distogliendosi dalla parte che produce meno utili (Mac?)
Sulla parte consumer Apple è arrivata sulla musica, sulla tv, sull’utilizzo di internet, sul cinema e sui libri. Con l’ipad  e l’iphone si sta avvicinando pesantemente ai videogiochi per giocatori casuali.
L’azienda che maggiormente deve temere l’Apple non è Microsoft, o Google o RIM ma è la SONY in quanto il mercato dove agiscono è esattamente lo stesso.

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